Partita commentata
Anand contro Carlsen: sesta partita, Chennai 2013
Viswanathan Anand · Magnus Carlsen · 2013-11-16 · 0-1
Dall'apertura alla difesa attiva
La posizione iniziale non preannuncia un attacco al re. Il filo dello studio sarà come i cambi modificano la struttura pedonale e come l'attività delle torri permette di difendersi anche con meno materiale.
Spiegazione
Il 16 novembre 2013, aveva il Bianco e una sconfitta recente da recuperare. Le prime quattro partite del campionato erano terminate patte; aveva rotto l'equilibrio nella quinta. La sesta poteva riportare il campione in parità oppure ampliare un distacco che, in un match di dodici partite, aveva già un peso notevole.
A distinguere questo incontro non fu una preparazione d'apertura che lasciasse l'avversario senza risposta, né una combinazione capace di risolvere tutto in un colpo solo. La Berlinese con d3 portò a una posizione di manovra. Man mano che i pezzi scomparivano, il problema del Bianco cambiava forma: prima occorreva coordinare il centro, poi decidere quale struttura valesse la pena conservare e infine trovare attività sufficiente perché lo svantaggio materiale non decidesse il risultato.
Meno pezzi, un altro tipo di difficoltà
I cambi potevano sembrare un modo per ridurre le decisioni ancora da prendere. Tuttavia, raggiungere un finale di torri con un pedone in meno non significava aver risolto il problema della difesa. Anand vedeva più chiaramente che cosa dovesse contenere, ma Carlsen aveva ottenuto obiettivi su cui fare pressione senza compromettere subito la propria posizione. La questione non era più come sostenere tutti i pedoni, ma quali si potessero cedere in cambio di attività.
La risposta del Bianco ebbe un contenuto proprio. Cedere il pedone h modificò la maggioranza nera e consentì alla torre di attaccare da lontano e al re di partecipare alla difesa. Questa fase impedisce di raccontare la partita come una dimostrazione ininterrotta di superiorità tecnica. La struttura nera perse flessibilità, i pezzi bianchi trovarono compiti utili e il finale continuò a offrire una resistenza concreta.
Una vittoria non ancora decisa
Il risultato invita a considerare retrospettivamente tutto il finale come perso. Le analisi dell'epoca non sostengono questa lettura: individuano in 60.Ra4 l'errore decisivo e mostrano una risorsa di patta proprio in quel momento. C'era una differenza tra avere una posizione difendibile e trovare, durante la partita, il modo concreto di difenderla. L'attività del re nero e la corsa dei pedoni finirono per rendere decisivo un tempo che prima poteva sembrare poco importante.
L'epilogo dà senso all'insistenza di Carlsen senza trasformare ogni sua decisione in una mossa perfetta. La torre smise di limitarsi ad attaccare pedoni e finì per sostenere una minaccia di promozione. Anand abbandonò dopo la 67ª mossa del Nero. Il 4 a 2 fu un cambiamento importante nel , non la sua conclusione: restava ancora la seconda metà del match. Questa sesta partita merita di essere ricordata per entrambi gli aspetti, una vittoria di grande peso agonistico e un finale la cui storia comprende anche le difese ancora possibili.
Rigioca partite storiche
Chennai, partita 6. 16 novembre 2013.
Anand contro Carlsen, 2013
Giochi come Magnus Carlsen, Nero
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Fonti
- 1.Carlsen's second win in a row a "heavy blow" to Anand's World Championship chances, Mark Crowther / The Week in Chess
- 2.Chennai G6: Carlsen wins second straight, Albert Silver / ChessBase
