Partita commentata
Anderssen contro Dufresne, 1852
Adolf Anderssen · Jean Dufresne · 1852 · 1-0
Una corsa tra due attacchi
Anderssen sacrifica pedoni per attivare i pezzi. Dufresne trova controgioco contro il re bianco, quindi la bellezza del finale non significa che tutte le mosse precedenti fossero le migliori. Studia quali minacce richiedono una risposta immediata e quali possono aspettare.
Spiegazione
La Partita Sempreverde è la partita di Adolf Anderssen contro Jean Dufresne la cui prima pubblicazione conosciuta risale al 1852. Molti libri la collocano a Berlino, ma le prime fonti conosciute non indicavano il luogo e le prove storiche non consentono di considerarlo del tutto certo.
L'attacco iniziò con il gambetto Evans: Anderssen sacrificò pedoni per guadagnare attività e aprire il gioco. Dufresne non si limitò a difendere un re che non aveva ancora arroccato. Attivò le torri e creò minacce contro il re bianco. È questa tensione a distinguere la partita da una semplice esibizione offensiva: le linee aperte potevano servire a entrambi i colori.
19.Rad1 concentra questo rischio. Anderssen portò l'ultima torre nell'attacco senza ritirare il cavallo minacciato dalla donna avversaria. Quando Dufresne lo catturò, il Bianco rispose con una serie di scacchi che comprendeva il sacrificio di una torre e della donna. Lo scacco doppio costrinse il re nero a continuare a muoversi, senza permettere agli altri pezzi di interrompere l'inseguimento. Il contrattacco nero era reale, ma la continuazione scelta non lasciò il tempo di portarlo a compimento prima del matto.
Una mossa ammirata e discussa
Il nome appartiene anche alla storia dei commenti. Nel suo omaggio postumo ad Anderssen, pubblicato su The Field il 29 marzo 1879, usò la parola «evergreen» proprio nel commento a 19.Rad1. Ammirava un'idea che, a suo giudizio, avrebbe spiccato persino in un problema composto, ma che era nata nel gioco reale. È una testimonianza precisa dell'elogio, non una prova che il soprannome fosse stato coniato allora per la prima volta.
In una revisione firmata del 2003, esaminò difese sufficienti per il Nero e considerò 19.Be4 un po' più forte di 19.Rad1. Non per questo smise di apprezzare la vittoria ottenuta con la mossa di torre. Questo contrasto chiarisce il fascino della Sempreverde: il suo epilogo è memorabile, ma non dimostra che l'intero attacco fosse inevitabile.
Rigioca partite storiche
1852. Tradizionalmente collocata a Berlino come partita informale. La sede non è comprovata dalle testimonianze più antiche consultate nella ricerca storica.
Anderssen contro Dufresne, la Sempreverde del 1852
Giochi come Adolf Anderssen, Bianco
Trasforma i tempi di sviluppo in attività centrale e calcola un attacco con entrambi i re minacciati.
Londra, 1851. Partita informale. Il giorno e il luogo esatti restano discussi.
Anderssen contro Kieseritzky, Londra 1851
Giochi come Adolf Anderssen, Bianco
Coordina pedoni e pezzi contro una donna esposta, senza perdere di vista il costo dei sacrifici.
Confusioni comuni
La Partita Immortale
Sono partite diverse: la Sempreverde fu giocata contro Dufresne, l'Immortale contro Kieseritzky.
Berlino come luogo accertato
È la localizzazione tradizionale, ma le prime pubblicazioni conosciute non indicavano il luogo.
Fonti
- 1.The Evergreen Game (Anderssen v Dufresne), Chess Notes (Edward Winter)
- 2.Anderssen’s Evergreen Game: Every Move Explained For Chess Beginners, NM Sam Copeland, Chess.com
- 3.Evergreen Game, Wikipedia
- 4.Garry Kasparov’s Great Predecessors: Follow-up #1, Garry Kasparov, ChessBase
- 5.The Field, 29 de marzo de 1879, p. 363: Anderssen contra Dufresne, Wilhelm Steinitz, The Field; facsímil reproducido por Edward Winter
- 6.Chess Player's Chronicle, 1 de mayo de 1879, p. 104: registro de la Siempreviva, Wilhelm Steinitz, Chess Player's Chronicle; reimpresión de The Field reproducida por Edward Winter
- 7.Chess Player's Chronicle, 1 de mayo de 1879, p. 105: nota a 19.Rad1, Wilhelm Steinitz, Chess Player's Chronicle; reimpresión de The Field reproducida por Edward Winter
