Spiegazione
Si usa una falsa identità quando una persona compete o viene registrata come se fosse un’altra. Il punto centrale non è un nome utente informale, ma l’attribuzione ingannevole di una prestazione agonistica a un’identità che non corrisponde al giocatore reale.
Ciò può influire su ammissibilità, abbinamenti, cioè l’assegnazione degli avversari, premi, titoli e rating, vale a dire la stima numerica della forza agonistica. Gli esempi comprendono giocare deliberatamente attraverso il profilo ufficiale di un’altra persona, nascondere chi compie davvero le mosse o usare un’identità inventata per eludere restrizioni. Le regole FIDE per il gioco online sorvegliato impongono ai giocatori di usare il proprio vero nome.
La falsa identità può sovrapporsi alla condivisione di un account, ma i concetti non coincidono. Condividere le credenziali può essere una violazione distinta secondo le regole applicabili anche senza attribuire una prestazione a un’altra persona, mentre una falsa registrazione può avvenire senza una password condivisa. Quando è usata per ottenere un vantaggio, può rientrare nella , nella o nella .
Confusioni comuni
Pseudonimo visibile
Un soprannome sullo schermo non è automaticamente una falsa identità. Il problema nasce quando elude i requisiti di identificazione o attribuisce il gioco a un’altra persona.
Account condiviso
Accesso condiviso e sostituzione d’identità spesso si sovrappongono, ma il primo riguarda il controllo dell’account e la seconda chi viene falsamente presentato come giocatore.
Fonti
- 1.Fair Play Regulations, FIDE
- 2.FIDE Online Chess Regulations, FIDE
