Spiegazione
Negli scacchi, un tempo è una mossa, non un secondo sull'orologio. Un giocatore perde un tempo quando un pezzo necessita di una mossa supplementare per ottenere ciò che un percorso più diretto avrebbe conseguito, oppure quando una minaccia impone una ritirata mentre l'avversario migliora la propria posizione.
In apertura, muovere ripetutamente lo stesso pezzo fa spesso perdere tempo mentre gli altri pezzi rimangono nelle case iniziali. Una donna uscita presto, per esempio, può essere attaccata da un alfiere o da un cavallo. La donna deve muovere di nuovo, mentre l'avversario porta quel pezzo su una casa utile con minaccia e migliora la posizione costringendola a ritirarsi.
L'espressione dipende sempre dall'obiettivo. Muovere due volte un pezzo non è automaticamente sbagliato: la mossa può vincere materiale, fermare una minaccia o creare un attacco più importante. La , cioè la conoscenza accumulata sulle prime mosse e sui relativi piani, confronta la sequenza con alternative realistiche anziché applicare un divieto assoluto.
Perdere deliberatamente un tempo
In alcuni finali è utile perdere un tempo intenzionalmente. Un giocatore può scegliere un percorso più lungo o eseguire una mossa d'attesa affinché l'avversario sia costretto a muovere in una posizione sfavorevole. Questa tecnica è comune nello , dove avere il tratto costituisce uno svantaggio.
L'espressione può quindi assumere due significati secondo il contesto. Nella critica dell'apertura indica di solito inefficienza; nella tecnica dei finali può descrivere una manovra precisa che cede il tratto nel momento giusto.
Confusioni comuni
Tempo sulla scacchiera e tempo sull'orologio
Perdere un tempo significa spendere una mossa; consumare secondi sull'orologio è un problema diverso.
Muovere due volte un pezzo fa sempre perdere tempo
La mossa ripetuta è inefficiente soltanto quando non ottiene un beneficio sufficiente a giustificarla.
Fonti
- 1.Tempo, Chess.com
- 2.Tempo (chess), Wikipedia contributors
